Rinnovate tensioni emergono nello Stretto di Hormuz dopo l'accordo tra Stati Uniti e Iran

07/10/2026, 09:37 AM review energy

I tentativi dell'Iran di affermare il controllo sullo Stretto di Hormuz si sono intensificati dopo attacchi a tre petroliere, che gli analisti di Windward descrivono come l'escalation più significativa dall'inizio di marzo.

Gli Stati Uniti hanno rafforzato il supporto militare per un corridoio di navigazione meridionale lungo la costa dell'Oman, consentendo significative esportazioni di petrolio di bypassare il controllo iraniano.

Il Segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha sottolineato che il potere dell'Iran sullo stretto sta diminuendo, con scorte militari che facilitano l'uscita di 5 a 8 milioni di barili al giorno.

Nonostante un accordo provvisorio che promette un passaggio sicuro per le navi commerciali, l'Iran ha insistito sul fatto che il transito sicuro è subordinato all'uso di una rotta settentrionale attraverso le sue acque. Questo ha portato a una campagna mirata da parte dell'Iran per destabilizzare il corridoio meridionale, come notato dagli analisti marittimi.

Gli Stati Uniti hanno ripristinato le sanzioni contro l'Iran e il Presidente Trump ha minacciato di ripristinare un blocco navale, il che potrebbe ulteriormente elevare i prezzi del petrolio, attualmente intorno ai 71 dollari al barile per il greggio statunitense e poco sotto i 76 dollari per il Brent.

Se il blocco venisse attuato, potrebbe rimuovere 1,5 milioni di barili al giorno di esportazioni iraniane dal mercato, probabilmente facendo aumentare i prezzi.

Tuttavia, gli esperti ritengono che il controllo a lungo termine dell'Iran sullo stretto non sia sostenibile, poiché rischia di spingere i produttori del Golfo a cercare rotte alternative, riducendo così lo spazio commerciale dell'Iran e creando implicazioni geopolitiche più ampie per altri punti critici marittimi.

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