Il presidente Donald Trump ha rimosso gli ultimi tre membri della Commissione per l'Assistenza Elettorale, un'agenzia federale indipendente responsabile dell'amministrazione dei fondi elettorali, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. Questa mossa ha suscitato forti critiche da parte dei Democratici, che la vedono come un tentativo di compromettere il processo elettorale.
I licenziamenti hanno incluso i commissari Democratici Thomas Hicks e Benjamin Hovland, che sono stati licenziati via email, mentre Christy McComick è stata autorizzata a dimettersi. L'unico commissario repubblicano rimasto, Donald Palmer, aveva già lasciato la commissione ad aprile.
Un funzionario della Casa Bianca ha difeso i licenziamenti, citando l'autorità del presidente di rimuovere individui non allineati con l'obiettivo di garantire elezioni sicure, facendo riferimento a una recente sentenza della Corte Suprema che supporta questo potere.
Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha condannato i licenziamenti, suggerendo che fanno parte di una strategia più ampia per controllare i processi elettorali in vista delle elezioni di metà mandato.
I sostenitori dei diritti di voto hanno sollevato preoccupazioni che le azioni di Trump, insieme alla sua spinta per leggi rigorose sull'identificazione degli elettori e alla critica del voto per corrispondenza, potrebbero avere un impatto significativo sul panorama elettorale di novembre.