Ad agosto, la crescita dell'occupazione ha superato le aspettative, ma la crescita salariale non ha tenuto il passo con l'inflazione, spingendo gli economisti a esplorare i potenziali effetti dell'IA sulla compensazione dei lavoratori.
Il Bureau of Labor Statistics ha riportato un calo dell'0,4% su base annua nei salari aggiustati per l'inflazione fino a giugno, con la quota del lavoro sul reddito delle imprese non agricole ai minimi storici dal 1947.
I ricercatori, tra cui quelli di Apollo Global Management, hanno scoperto che i lavoratori in posti esposti all'IA hanno sperimentato una crescita dei salari reali più lenta rispetto a quelli in ruoli meno esposti, suggerendo che le aziende potrebbero beneficiare di guadagni di produttività attraverso la compressione salariale.
Tuttavia, gli esperti avvertono che i dati sono limitati e che le recenti perdite di posti di lavoro nei settori ad alta retribuzione come la tecnologia potrebbero essere dovute a una normalizzazione post-pandemia piuttosto che esclusivamente agli effetti dell'IA.
Daron Acemoglu del MIT ha osservato che, sebbene non ci siano ancora prove solide degli impatti sui salari, esiste il potenziale affinché l'IA influisca significativamente sui salari man mano che le sue applicazioni diventano più diffuse.
L'articolo sottolinea la complessità della relazione tra esposizione all'IA e risultati lavorativi, con alcune occupazioni che registrano guadagni salariali nonostante i cali occupazionali, sfidando le narrazioni convenzionali sugli effetti dell'automazione sui mercati del lavoro.