I mutuatari di credito privato stanno affrontando sfide significative mentre i prezzi dell'energia aumentano, con il greggio West Texas Intermediate degli Stati Uniti che scambia a 99,02 dollari al barile e il greggio Brent a 103,64 dollari.
Questo aumento dei prezzi del petrolio è legato a preoccupazioni per l'inflazione, suscitando speculazioni su un possibile aumento dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve nella sua prossima riunione.
Anant Kumar, stratega globale degli investimenti presso Benefit Street Partners, ha sottolineato che l'inflazione guidata dall'energia rappresenta un rischio maggiore per i mutuatari di credito privato rispetto agli aumenti dei tassi d'interesse da soli.
L'attuale ambiente è particolarmente difficile per i mutuatari con leva finanziaria, poiché l'aumento dei costi di input e dei salari riduce gli utili prima di interessi, tasse, ammortamenti e svalutazioni (EBITDA), mentre i prestiti a tasso variabile diventano più costosi.
Fitch Ratings ha riportato un tasso di default record del 6,1% nel credito privato statunitense nell'ultimo anno, indicando un crescente stress per i mutuatari. Il mercato sta scontando una probabilità di quasi il 70% di un aumento dei tassi, ma gli esperti ritengono che le sfide di rifinanziamento si svilupperanno gradualmente piuttosto che causare una brusca interruzione del mercato.
Sunaina Sinha Haldea di Raymond James ha osservato che i mutuatari più solidi potrebbero rifinanziare normalmente, mentre i crediti in difficoltà richiederanno probabilmente modifiche o ristrutturazioni. I mutuatari più vulnerabili sono quelli con elevati carichi di debito e una limitata capacità di assorbire costi di interesse più elevati.
Sebbene un aumento dei tassi da parte della Fed potrebbe inizialmente aumentare i rendimenti dei portafogli per i finanziatori, potrebbe portare a maggiori perdite creditizie se le aziende più deboli faticano a soddisfare i propri obblighi.
In generale, la combinazione di costi energetici in aumento e potenziali aumenti dei tassi crea una situazione precaria per i mercati del credito privato, con un deterioramento economico più ampio che rappresenta un rischio significativo per i flussi di cassa e le capacità di servizio del debito.