Il nuovo verme a vite del mondo, un'insetto parassita invasivo, è stato rilevato in Texas, sollevando preoccupazioni riguardo al suo impatto sull'industria bovina e sui prezzi della carne. Con i prezzi della carne macinata aumentati del 12,9% su base annua, la presenza del verme potrebbe esacerbare l'inflazione per i consumatori.
Sebbene l'indice dei prezzi al consumo abbia mostrato una leggera diminuzione dei prezzi della carne macinata a maggio, gli allevatori stanno già affrontando un'offerta di bestiame ai minimi storici degli ultimi 75 anni, ulteriormente minacciata dal verme.
Esperti del settore, tra cui Colin Woodall, CEO della National Cattlemen's Beef Association, hanno dichiarato che, sebbene il parassita rappresenti dei rischi, è gestibile e non dovrebbe interrompere significativamente l'offerta complessiva di carne bovina. Sono disponibili trattamenti e un programma di rilascio di mosche sterili è in fase di sviluppo per controllare la popolazione del verme.
Tuttavia, i costi associati alla gestione dell'epidemia, inclusi l'aumento delle spese per il lavoro e per la veterinaria, saranno probabilmente trasferiti ai consumatori, portando a prezzi più elevati per la carne bovina.
Gli economisti prevedono che, se i prezzi continueranno a salire, i consumatori potrebbero spostarsi verso alternative di carne più economiche come il pollo, il che potrebbe stabilizzare la domanda di carne bovina.
La situazione è aggravata da precedenti interruzioni della catena di approvvigionamento, inclusa la sospensione delle importazioni di bestiame dal Messico, che ha già inasprito il mercato. Complessivamente, l'epidemia del verme potrebbe portare a un grave shock dell'offerta, aumentando ulteriormente i prezzi in un mercato già sotto pressione.