Il presidente Trump ha annunciato un accordo con la Russia per fornire 300.000 tonnellate metriche di diesel, equivalenti a circa 2,24 milioni di barili, che rappresentano solo circa il 2% della domanda di diesel negli Stati Uniti.
Gli analisti, tra cui Neil Atkinson dell'IEA, hanno criticato l'accordo come insufficiente, notando che l'offerta totale prevista di 4,8 milioni di tonnellate metriche coprirebbe solo circa 10 giorni di domanda negli Stati Uniti.
Goldman Sachs stima che questo accordo potrebbe ridurre i prezzi all'ingrosso del diesel di soli 1-2 dollari per barile, il che è improbabile alleviare i prezzi attuali elevati che mediamente sono di 6,28 dollari per gallone. La reazione del mercato è stata contenuta, con i futures sul diesel che mostrano poco movimento, indicando scetticismo sull'efficacia dell'accordo.
Il contesto di questo annuncio è critico, poiché arriva poco prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, dove i prezzi del carburante sono una questione pressante per gli elettori.
Inoltre, le tensioni geopolitiche, inclusi attacchi alle raffinerie russe e il conflitto in corso in Ucraina, complicano ulteriormente la situazione, sollevando interrogativi sulla affidabilità dell'offerta di diesel promessa nell'accordo.