Il Centro Congiunto di Informazione Marittima, guidato dagli Stati Uniti, ha emesso un avviso alle navi mercantili riguardo al rischio elevato di 'azioni ostili deliberate' da parte dell'Iran nello Stretto di Hormuz. Questo avviso arriva dopo i recenti attacchi dell'Iran ai petroliere, incluso un incidente che ha coinvolto il tanker di GNL del Qatar, Al-Rekayyat.
Nonostante un accordo provvisorio con gli Stati Uniti che avrebbe dovuto garantire un passaggio sicuro per le navi commerciali, l'esercito iraniano ha minacciato di colpire le navi che non utilizzano un percorso approvato da Teheran.
La situazione ha portato a una divisione del controllo sulle rotte marittime, con gli stati del Golfo che optano per un corridoio meridionale protetto dalla Marina degli Stati Uniti.
Sebbene il traffico navale attraverso Hormuz sia aumentato dall'accordo tra Stati Uniti e Iran, rimane significativamente inferiore ai livelli prebellici, con le esportazioni di petrolio che mediamente si attestano intorno ai 4,3 milioni di barili al giorno a giugno rispetto a oltre 15 milioni di bpd prima del conflitto.
Gli analisti suggeriscono che le azioni dell'Iran facciano parte di una strategia per destabilizzare il corridoio meridionale e esercitare pressione sui produttori di petrolio degli stati del Golfo. Le tensioni e gli attacchi in corso potrebbero avere implicazioni significative per i mercati energetici globali e la sicurezza della navigazione.