Uno studio del Center for Retirement Research del Boston College rivela che i proprietari di case che vendono le loro abitazioni dopo i 70 anni tendono a ricevere prezzi inferiori rispetto ai venditori più giovani.
In particolare, un venditore di 80 anni può aspettarsi di ricevere circa il 5% in meno per una casa posseduta per circa 11 anni, traducendosi in una potenziale perdita di circa 20.270 dollari basata sul prezzo medio nazionale delle case di 405.400 dollari.
Questa tendenza è particolarmente rilevante poiché la popolazione dei baby boomer, che rappresenta il 20% della popolazione statunitense e il 36% delle famiglie proprietarie, continua ad invecchiare. Molti proprietari di case più anziani scelgono di rimanere nelle loro abitazioni, contribuendo a un mercato immobiliare ristretto.
La ricerca evidenzia che le case più vecchie mostrano spesso segni di manutenzione trascurata, il che può influenzare negativamente i prezzi di vendita. Inoltre, i venditori più anziani sono più propensi a utilizzare elenchi privati e fuori mercato che limitano la concorrenza e generalmente producono prezzi più bassi.
Con l'equità media delle case per i proprietari di età pari o superiore a 65 anni che raggiunge i 250.000 dollari, è fondamentale per queste persone comprendere le implicazioni della vendita in età avanzata. Gli esperti raccomandano una manutenzione proattiva e una pianificazione per massimizzare il valore della casa come parte delle strategie pensionistiche.
Coinvolgere familiari fidati nel processo di vendita e considerare tutte le opzioni può anche aiutare i proprietari di case più anziani a ottenere risultati di vendita migliori.