A maggio 2026, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 4,2% su base annua, segnando il tasso di inflazione più alto da aprile 2023 e in aumento rispetto al 3,8% di aprile, secondo il Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti.
Mark Zandi, economista capo di Moody's, ha descritto l'inflazione come 'dolorosamente alta' e ha suggerito che potrebbe raggiungere un picco presto a causa del calo dei prezzi del petrolio, ma ha avvertito che non tornerà al target del 2% della Federal Reserve per un certo periodo. Joe Seydl, economista senior dei mercati presso J.P.
Morgan Private Bank, ha identificato tre fattori principali che contribuiscono a questa inflazione: uno 'shock petrolifero' dovuto alla guerra in Iran, i dazi dell'amministrazione Trump e l'aumento dei costi per i consumatori spinto da un boom nella spesa in capitale legata all'intelligenza artificiale.
La guerra in Iran ha notevolmente interrotto le forniture di petrolio, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz, portando a un aumento del 41% dei prezzi dei carburanti per auto rispetto all'anno precedente. A partire dal 1° giugno, i prezzi della benzina hanno raggiunto una media di $4,31 al gallone, in aumento del 38% rispetto ai $3,13 di un anno fa.
Anche le tariffe aeree sono aumentate del 27% a maggio, principalmente a causa dei prezzi elevati del carburante per aviazione. La prossima riunione di politica della Federal Reserve sarà cruciale, poiché un'inflazione più alta e un forte rapporto sull'occupazione potrebbero influenzare la loro decisione sui tassi d'interesse.
Sebbene l'inflazione nel settore abitativo e automobilistico rimanga contenuta a causa della debole domanda dei consumatori, le pressioni inflazionistiche complessive derivanti dai costi energetici e dai dazi potrebbero spingere la Fed a considerare aumenti dei tassi piuttosto che tagli.
Gli economisti prevedono che se la guerra in Iran continua, i prezzi del petrolio potrebbero aumentare significativamente, potenzialmente raggiungendo i $140 al barile entro la fine del 2026. Inoltre, l'impatto dei dazi sull'inflazione potrebbe diminuire, ma le pressioni della catena di approvvigionamento derivanti dal conflitto in Iran potrebbero mantenere elevata l'inflazione dei beni di base.
Zandi ha osservato che la crescente domanda di elettricità e di elettronica di consumo legata all'IA sta anche contribuendo alle pressioni inflazionistiche, indicando che più fattori sono in gioco nell'attuale panorama economico.