Secondo un rapporto di AdImpact, il ciclo elettorale di metà mandato del 2026 è previsto raggiungere 11,6 miliardi di dollari in spesa pubblicitaria, segnando un aumento di 795 milioni di dollari rispetto alle stime precedenti e superando gli 11,2 miliardi di dollari spesi durante le elezioni presidenziali del 2024.
Questo aumento è attribuito a un panorama politico più competitivo, con i repubblicani che controllano entrambe le camere del Congresso e diverse gare di alto profilo previste. Il rapporto indica che 5,6 miliardi di dollari saranno destinati a spot televisivi, 1,4 miliardi di dollari al cavo, 2,6 miliardi di dollari alla TV connessa e 1,68 miliardi di dollari alle piattaforme digitali.
È notevole che la spesa pubblicitaria politica abbia già raggiunto 4 miliardi di dollari entro il 1° giugno, un aumento del 46% rispetto allo stesso punto del ciclo del 2024, spinto da contestazioni ad alto rischio anticipate.
Stati chiave come California, Texas, Michigan e Ohio sono previsti per vedere le maggiori spese pubblicitarie, in particolare nelle gare competitive per il Senato e per la carica di governatore. Il rapporto sottolinea che il più significativo aumento della spesa si verificherà tra agosto e novembre, con ottobre che si prevede possa rappresentare fino al 36% della spesa pubblicitaria totale.
Questo aumento previsto nella pubblicità politica è cruciale per le aziende media, poiché le elezioni generano tipicamente entrate sostanziali per i broadcaster locali e le piattaforme digitali.