Secondo il Clio's U.K. & Ireland Legal Insights Report 2026, quasi il 90% dei professionisti legali sta ora utilizzando l'IA, il che ha consentito a circa l'80% degli studi di gestire carichi di lavoro aumentati senza risorse aggiuntive e oltre il 70% di ridurre i costi automatizzando compiti amministrativi.
Questo progresso tecnologico sta spingendo a una rivalutazione di come gli avvocati allocano il loro tempo e fatturano per i servizi, come evidenziato dai commenti di Nick Rowles-Davies, CEO di Lexolent, che ha notato la difficoltà di giustificare la fatturazione per ore quando l'IA può completare compiti in pochi secondi.
Grandi studi come A & O Shearman e Slaughter and May stanno già implementando soluzioni di IA per snellire processi come la revisione dei documenti e l'analisi normativa.
Tuttavia, la transizione non è priva di sfide; circa il 20% degli studi che utilizzano l'IA riporta difficoltà nel raggiungere gli obiettivi delle ore fatturabili, e un sondaggio di Deloitte prevede che la proporzione di lavoro fatturato per ora potrebbe scendere dal 72% al 44% nei prossimi anni.
L'impatto dell'IA si estende anche alla formazione degli avvocati junior, poiché i metodi tradizionali di apprendimento attraverso compiti ripetitivi sono diminuiti, rendendo necessario un cambiamento nel modo in cui gli studi sviluppano nuovi talenti.
Esperti come Mansoor Soomro e Jorge Bestard sottolineano l'importanza del giudizio e della conoscenza interdisciplinare nel panorama legale in evoluzione, suggerendo che il futuro favorirà gli avvocati in grado di integrare diverse aree di competenza per affrontare questioni complesse dei clienti.
Man mano che gli studi si adattano a questi cambiamenti, il potenziale per un miglior equilibrio tra vita lavorativa e vita privata per gli avvocati potrebbe dipendere da quanto efficacemente utilizzano le efficienze guadagnate dall'IA.