Il 29 settembre 2026, un collegio di tre giudici dell'11° Circuito della Corte d'Appello degli Stati Uniti ha respinto all'unanimità una richiesta degli avvocati Alejandro Brito e Daniel Epstein di sospendere le sanzioni relative alla loro gestione della causa da 10 miliardi di dollari di Trump contro l'IRS.
Il collegio ha stabilito che gli avvocati non hanno fornito prove sufficienti per suggerire che avrebbero avuto successo nel loro appello contro le conclusioni della giudice del tribunale distrettuale degli Stati Uniti Kathleen Williams riguardo alla cattiva fede.
Le sanzioni derivano dalla conclusione della giudice Williams che la causa era stata presentata in modo improprio, poiché Trump, essendo il capo del ramo esecutivo, controllava l'IRS, e quindi le parti non erano realmente avversarie. La sentenza ha anche osservato che la Williams deve ancora prendere una decisione finale su se riaprire il caso o affrontare la questione delle spese legali.
Le implicazioni di questa sentenza sono significative, poiché non solo conferma le sanzioni, ma riflette anche il disprezzo della corte per le azioni degli avvocati nel caso, che è stato risolto al di fuori del tribunale a maggio.
L'accordo aveva precedentemente portato a controversie riguardo a un fondo proposto di 1,8 miliardi di dollari da parte del Dipartimento di Giustizia, destinato a compensare i convenuti coinvolti nell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio, ma è stato rapidamente abbandonato.
Il team legale di Trump continua a sostenere che l'IRS ha gestito in modo inadeguato informazioni sensibili riguardanti Trump e la sua famiglia, inquadrando le sanzioni come motivate politicamente. Questa battaglia legale in corso evidenzia le complessità delle interazioni di Trump con le agenzie federali e le potenziali ramificazioni per i suoi rappresentanti legali.