Matt Maley, chief market strategist di Miller Tabak + Co., sottolinea che un movimento sostenuto sopra il 4,8% del rendimento dei Treasury a 10 anni potrebbe segnalare problemi più ampi nel mercato, poiché indica che le preoccupazioni fiscali stanno oscurando gli sforzi dei responsabili politici per gestire i costi di indebitamento.
Il deficit di bilancio degli Stati Uniti e il debito nazionale, ora superiori a 40 trilioni di dollari, sono questioni sempre più pressanti per gli investitori, in particolare mentre il governo compete con un sostanziale indebitamento aziendale per l'interesse degli investitori.
Con oltre 8,4 trilioni di dollari in titoli di stato statunitensi che devono essere rinnovati entro la fine dell'anno e un potenziale mese record per l'emissione aziendale a settembre, il mercato affronta una pressione crescente. Goldman Sachs ha anche alzato la sua previsione per l'emissione di titoli investment-grade in USD nel 2026 a 2,3 trilioni di dollari, riflettendo queste tendenze.
Maley osserva che, sebbene il sentiment ribassista possa portare a rally a breve termine nei futures sui Treasury, le prospettive a lungo termine rimangono difficili a meno che non si verifichino cambiamenti fiscali significativi.
Michael Chen di Noah ARK Hong Kong avverte che un rapido aumento dei rendimenti dei Treasury a lungo termine potrebbe portare a una rivalutazione degli attivi dipendenti dai flussi di cassa a lungo termine, come le azioni growth e il settore immobiliare commerciale.
HSBC ha anche adottato una posizione cauta sui titoli a lungo termine, alzando la sua previsione per la fine del 2026 sul rendimento dei Treasury a 10 anni al 4,65%. In generale, sebbene possano verificarsi fluttuazioni a breve termine, le pressioni fiscali sottostanti suggeriscono che le sfide del mercato obbligazionario sono tutt'altro che risolte.