Recenti discussioni tra Washington e Teheran suggeriscono un quadro che libererebbe fondi iraniani, riaprirebbe lo Stretto di Hormuz e permetterebbe all'Iran di vendere petrolio liberamente, il che ha causato un calo dei prezzi del petrolio ai livelli più bassi da aprile.
Questo sviluppo è particolarmente favorevole per gli investitori delle compagnie aeree, poiché un aumento dell'offerta di petrolio dovrebbe alleviare i prezzi del carburante per aviazione, una delle principali spese operative per le compagnie aeree. Di conseguenza, le azioni delle compagnie aeree hanno registrato un rally, con l'ETF U.S. Global Jets (JETS) vicino a un massimo annuale.
Tuttavia, mentre la situazione appare ottimistica, l'impatto immediato sulla redditività delle compagnie aeree potrebbe essere limitato. L'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) prevede un aumento di 98 miliardi di dollari nella bolletta del carburante del settore quest'anno, il che potrebbe ridurre significativamente i profitti globali delle compagnie aeree.
La normalizzazione del mercato del carburante per aviazione potrebbe richiedere tempo, dato che la perturbazione è durata oltre tre mesi. Sebbene JETS abbia mostrato una forte performance, con Delta Air Lines (DAL) che ha raggiunto un nuovo massimo grazie alla sua copertura favorevole sui carburanti e a un bilancio solido, l'intero settore rimane sotto pressione.
L'ETF è fortemente concentrato in poche grandi compagnie aeree, che affrontano ancora alti costi operativi. Una strategia di trading suggerita prevede la vendita di uno strangle di 1 mese su JETS, mirando a un intervallo tra 27 e 33 dollari, che riflette i movimenti di prezzo previsti alla luce degli sviluppi geopolitici e degli effetti ritardati del sollievo sui costi del carburante.