La decisione di Moody's di mantenere il rating del credito della Francia a Aa3 indica un riconoscimento dello status di alta qualità del paese, tuttavia l'outlook negativo evidenzia gravi preoccupazioni riguardo alla frammentazione politica e al suo potenziale impatto sulla governance.
L'agenzia ha sottolineato che il malcontento civile e le proteste in corso, che hanno visto oltre 500.000 partecipanti lo scorso fine settimana, potrebbero ostacolare la capacità del governo di affrontare questioni critiche come un alto deficit fiscale, attualmente pari a circa il 5,5% del PIL, e un crescente onere del debito previsto per raggiungere un rapporto debito/PIL del 121,7% entro il 2027.
La situazione è aggravata dall'aumento dei rendimenti obbligazionari, con il rendimento del titolo decennale che supera il 5% per la prima volta dal 2002, e lo spread rispetto ai bund tedeschi che raggiunge un massimo di 15 anni. Moody's ha osservato che se le istituzioni francesi riusciranno a gestire efficacemente le sfide fiscali, esiste la possibilità di riportare l'outlook a stabile.
Tuttavia, l'attuale instabilità politica rappresenta un rischio di un deterioramento più rapido dei parametri di credito della Francia rispetto a quanto precedentemente previsto, il che potrebbe influenzare la fiducia degli investitori e l'economia più ampia della zona euro.