Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha dichiarato che qualsiasi nuova rotta di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz che non sia coordinata con l'Iran è 'inaccettabile e pericolosa'. Questo avvertimento evidenzia la determinazione dell'Iran a mantenere il controllo sullo stretto, vitale per il trasporto globale di petrolio.
Nonostante un recente memorandum d'intesa tra gli Stati Uniti e l'Iran volto a riaprire questo corridoio energetico cruciale, rimane incertezza per i proprietari di navi. L'IRGC insiste che sono consentite solo rotte di navigazione designate e che le imbarcazioni devono coordinarsi con le forze iraniane.
Dati recenti mostrano un recupero timido nel traffico marittimo, con i transiti che sono triplicati a 93 lo scorso fine settimana rispetto ai periodi precedenti, sebbene questo rimanga significativamente al di sotto dei livelli pre-bellici.
Gli analisti, tra cui Helima Croft di RBC Capital Markets, avvertono che se l'Iran continuerà a esercitare il controllo sullo Stretto, ciò potrebbe portare a riduzioni a lungo termine dei flussi di petrolio, poiché gli operatori potrebbero evitare l'area a causa di preoccupazioni per la sicurezza.
Anche il Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni alle autorità marittime iraniane, indicando una posizione ferma contro qualsiasi tentativo di imporre pedaggi o controlli sullo stretto. In generale, la situazione sottolinea la natura fragile delle operazioni marittime nella regione e le potenziali implicazioni per l'offerta globale di petrolio.