Uno studio del Mercatus Center della George Mason University evidenzia le potenziali conseguenze del rinvio della riforma della Previdenza Sociale, in particolare poiché si prevede che il fondo fiduciario per l'assicurazione contro la vecchiaia e i superstiti si esaurisca entro la fine del 2032, con solo il 78% dei benefici pagabili a quel tempo.
I coautori Veronique de Rugy e Jason Fichtner avvertono che non affrontare questa questione potrebbe portare a un aumento del rischio fiscale, costringendo i legislatori a ricorrere a un ulteriore indebitamento.
Questo potrebbe mettere sotto pressione i mercati dei Treasury e l'economia, con il deficit annuale della Previdenza Sociale che si prevede crescerà significativamente, passando da 600 miliardi di dollari nel 2033 a circa 700 miliardi di dollari entro il 2036.
Il Comitato per un Bilancio Federale Responsabile identifica anche l'imminente esaurimento del fondo fiduciario come un potenziale punto di svolta per l'economia statunitense. Senza riforma, i costi di indebitamento potrebbero aumentare, influenzando gli investimenti del settore privato e portando a tassi di interesse più elevati per i consumatori.
La ricerca suggerisce che se il Congresso non agirà, il mercato obbligazionario potrebbe reagire negativamente, aumentando potenzialmente il tasso dei Treasury bond a 10 anni dal 4% al 6,6%, e spingendo i tassi dei mutui fissi a 30 anni vicino al 9%.
Tuttavia, gli autori notano anche che una riforma proattiva potrebbe stimolare la crescita economica e migliorare le prospettive fiscali, con proposte che indicano che cambiamenti intelligenti potrebbero aumentare la dimensione dell'economia fino al 13% entro il 2050 e ridurre significativamente i livelli di debito previsti.