Il conflitto in corso in Iran ha spinto i prezzi del carburante ai massimi pluriennali, influenzando significativamente i costi operativi delle compagnie aeree, in particolare per il carburante per aerei, che rappresenta la loro seconda spesa più grande dopo il lavoro.
I dirigenti delle compagnie aeree, tra cui l'amministratore delegato di Qantas, Vanessa Hudson, esprimono preoccupazione per la volatilità dei prezzi del carburante e il potenziale per costi elevati sostenuti.
Le compagnie aeree hanno risposto aumentando le tariffe e aggiungendo sovrattasse, con i biglietti di andata e ritorno nazionali per il Giorno del Ringraziamento che si prevede aumenteranno del 31% su base annua, raggiungendo una media di 402 dollari.
Nonostante una leggera diminuzione nel numero di passeggeri, la domanda rimane robusta, specialmente per i viaggi durante le festività, poiché molti consumatori danno priorità a questi viaggi.
L'amministratore delegato di American Airlines, Robert Isom, ha notato una crescita dei ricavi senza precedenti nonostante un numero inferiore di viaggiatori, ma gli analisti di Wall Street hanno rivisto al ribasso le previsioni di profitto a causa dell'aumento dei costi del carburante.
I prossimi rapporti sugli utili delle principali compagnie aeree come Delta Air Lines forniranno ulteriori informazioni sulle prospettive del settore. Gli analisti prevedono che le compagnie aeree potrebbero ridurre la capacità in risposta ai prezzi elevati del carburante, il che potrebbe portare a tariffe più alte a causa della diminuzione della disponibilità di posti.
Il crollo della compagnia aerea low-cost Spirit Airlines ha anche contribuito a un mercato più ristretto, consentendo alle compagnie aeree rimanenti di esercitare maggiore potere di determinazione dei prezzi.
Gli investitori stanno monitorando da vicino i piani di crescita della capacità, in particolare da parte di American e United Airlines, mentre affrontano le sfide poste dai prezzi elevati del carburante.