Il presidente Donald Trump ha esortato il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy a astenersi dal colpire le raffinerie di petrolio russe, sostenendo che tali azioni contribuiscono a carenze globali di combustibili.
Questa dichiarazione arriva mentre i prezzi del diesel negli Stati Uniti sono aumentati a una media senza precedenti di 6,06 dollari per gallone, spinti da interruzioni nella fornitura di combustibili legate ai conflitti in corso in Ucraina e Iran.
L'Ucraina ha intensificato i suoi attacchi alle infrastrutture petrolifere russe per aumentare i costi della guerra per Mosca, il che ha portato a significative riduzioni della capacità di raffinazione della Russia e ha indotto un divieto sulle esportazioni di diesel per stabilizzare le forniture interne.
I commenti di Trump riflettono preoccupazioni sulle implicazioni più ampie di questi attacchi sulla disponibilità globale di combustibili, in particolare poiché il diesel è cruciale per il trasporto e l'agricoltura.
L'aumento dei prezzi del diesel è anche correlato all'aumento dei prezzi del petrolio greggio, con i futures del Brent che salgono a 106,69 dollari al barile e i futures del West Texas Intermediate che raggiungono 102,15 dollari, entrambi riflettendo le crescenti tensioni in Medio Oriente.
La situazione sottolinea l'interconnessione tra eventi geopolitici e mercati energetici, che potrebbero avere effetti duraturi sui prezzi dei combustibili e sulle catene di approvvigionamento.