Tre superpetroliere dell'Arabia Saudita hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz, una rotta chiave per il trasporto di petrolio, dopo un periodo di due mesi di movimento nascosto. Questo evento segue un accordo firmato dal presidente statunitense Donald Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian volto a riaprire lo stretto.
Nonostante questo sviluppo, il traffico attraverso Hormuz non ha registrato un aumento sostanziale, con Matt Smith di Kpler che osserva che non c'è una fuga di massa di navi. Le petroliere saudite, classificate come Very Large Crude Carriers (VLCC), sono dirette verso Giappone e Corea del Sud, mentre la destinazione di una nave rimane poco chiara.
Kpler stima che se la fiducia nell'accordo con l'Iran crescerà, fino a 118 petroliere attualmente nel Golfo Persico potrebbero uscire attraverso Hormuz entro 15 giorni, con il potenziale per una dozzina di petroliere di entrare quotidianamente entro 30 giorni. Tuttavia, questa previsione è ancora al di sotto dei livelli di traffico prebellici.
Il Centro Congiunto di Informazione Marittima ha ridotto la sua valutazione della minaccia per lo stretto, ma avverte che gli attacchi rimangono una possibilità e le mine nella zona continuano a rappresentare un rischio.
Il comportamento della Guardia Rivoluzionaria iraniana è diventato presumibilmente meno volatile dall'annuncio dell'accordo, il che potrebbe influenzare le future attività di navigazione nella regione.