L'attività di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz ha subito interruzioni dopo l'annuncio di chiusura dell'Iran, il che è significativo dato che questo stretto gestisce circa il 20% del traffico petrolifero mondiale. La società di intelligence marittima Windward ha riportato un calo nel traffico di petroliere, con solo 12 navi in transito domenica, rispetto a oltre 21 il giorno precedente.
È degno di nota che cinque delle otto navi in arrivo stavano operando senza il loro Sistema di Identificazione Automatica (AIS), indicando che stavano cercando di nascondere i loro movimenti.
Nonostante le affermazioni dell'Iran, altre fonti, tra cui Lloyd's List, hanno osservato che il traffico commerciale è continuato, con almeno 15 navi battenti bandiera iraniana che trasmettevano attivamente le loro posizioni.
Lo sfondo di queste tensioni include i negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran volti a consolidare un memorandum d'intesa che cerca di mantenere aperte le rotte di navigazione per almeno 60 giorni e affrontare le ostilità in Libano. L'esercito statunitense ha contraddetto le affermazioni dell'Iran, affermando che lo Stretto rimane aperto e sotto la supervisione degli Stati Uniti.
La situazione è fluida, con potenziali implicazioni per i prezzi del petrolio e le catene di approvvigionamento, in particolare se i negoziati non portano a una risoluzione duratura.