Il Comitato Giudiziario della Camera, guidato dal presidente Jim Jordan, ha espresso notevole preoccupazione per le recenti normative online adottate dalla Corea del Sud, in particolare un emendamento alla legge sulla privacy dei dati del paese che mira alla diffusione di informazioni false.
Questa legge, che prevede multe fino a 1 miliardo di won (oltre 700.000 dollari) per i media e i publisher di contenuti con più di 100.000 abbonati che diffondono intenzionalmente informazioni false, è stata criticata per la sua definizione vaga di 'informazioni false'.
I legislatori sostengono che questa ambiguità potrebbe portare alla censura governativa di opinioni politicamente impopolari, colpendo in particolare aziende americane come YouTube, di proprietà di Alphabet.
La lettera inviata alla Commissione per i Media e le Comunicazioni sudcoreana richiede un briefing sull'applicazione della legge, sottolineando che nessun governo straniero dovrebbe esercitare pressioni sulle aziende americane per censurare discorsi protetti dal Primo Emendamento.
Questo sviluppo si verifica in un contesto di crescenti tensioni economiche tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, comprese le recenti tariffe imposte dagli Stati Uniti e le accuse di discriminazione contro le aziende americane in Corea del Sud.
L'analisi del comitato sulle normative straniere che minacciano la libertà di espressione e l'innovazione riflette preoccupazioni più ampie riguardo alle tendenze legislative internazionali, in particolare in relazione al Digital Services Act dell'Unione Europea, che sembra essere emulato dall'emendamento della Corea del Sud.