La Generazione X, definita come gli individui nati tra il 1965 e il 1980, è sempre più a rischio di un finanziamento pensionistico inadeguato rispetto ai baby boomer, principalmente a causa del passaggio da pensioni a prestazione definita a piani a contribuzione definita.
Ricerche dell'Alliance's Retirement Income Institute indicano che solo il 14% dei lavoratori della Gen X ha una pensione tradizionale, rispetto al 56% dei boomer. Con molti Gen Xers che si avvicinano alla pensione, sono fortemente investiti in fondi comuni e ETF dell'S&P 500, che hanno avuto buone performance negli ultimi anni.
Tuttavia, i modelli storici mostrano che i crolli del mercato possono verificarsi in momenti inopportuni, mettendo potenzialmente a rischio i loro risparmi pensionistici.
Il pianificatore finanziario Ernie Cave sottolinea l'importanza di gestire il rischio di 'sequenza dei rendimenti', consigliando che i pensionati non dovrebbero fare affidamento esclusivamente sui fondi dell'S&P 500 per le loro esigenze finanziarie immediate.
Invece, raccomanda di creare un 'tesoretto' diversificato che includa liquidità e obbligazioni per coprire le spese a breve termine, consentendo agli investimenti a lungo termine di rimanere nel mercato.
Strategie come un percorso di discesa—spostandosi gradualmente dalle azioni alle obbligazioni man mano che ci si avvicina alla pensione—e un 'tenda obbligazionaria'—aumentando temporaneamente le partecipazioni in obbligazioni—possono aiutare a mitigare i rischi associati ai cali del mercato.
Asher Rogovy, chief investment officer di Magnifina, avverte che la concentrazione attuale del mercato in alcune azioni tecnologiche, in particolare quelle legate all'IA, presenta rischi aggiuntivi che ricordano la bolla dot-com.
Suggerisce che la decisione più critica per coloro che si avvicinano alla pensione è l'equilibrio tra azioni e obbligazioni, poiché nessuna strategia azionaria può evitare completamente i crolli del mercato.