La Professoressa Sandra Matz della Columbia Business School Avverte Che L'uso dell'IA Può Portare a Stagnazione Professionale e Mediocrità

07/19/2026, 07:30 AM business research

Sandra Matz, professoressa alla Columbia Business School, avverte che l'aumento dell'uso dell'IA da parte dei lavoratori può comportare una perdita di creatività e pensiero indipendente, poiché molti strumenti di IA tendono a fornire risposte sicure e ovvie.

Attualmente, il 43% dei lavoratori statunitensi riporta di utilizzare l'IA nel proprio lavoro, ma la sfida sta nel distinguere gli usi benefici da quelli dannosi. Fred Oswald, psicologo industriale e organizzativo, sottolinea la necessità per le organizzazioni di navigare nel 'Far West' dell'uso dell'IA per massimizzare i benefici gestendo i rischi.

Matz suggerisce che, sebbene l'IA possa migliorare la produttività automatizzando compiti noiosi, non dovrebbe sostituire il giudizio o la creatività umana. Americus Reed II della Wharton School of Business descrive l'esternalizzazione del pensiero critico all'IA come 'resa cognitiva'.

Egli sostiene l'uso dell'IA per riassumere e analizzare i dati piuttosto che come sostituto dell'intuizione personale. Le preoccupazioni sono particolarmente pronunciate per i lavoratori più giovani che potrebbero fare troppo affidamento sull'IA, ostacolando potenzialmente il loro sviluppo professionale.

Matz evidenzia anche che l'uso dell'IA per la comunicazione può erodere la fiducia tra i colleghi, poiché le interazioni organiche sono essenziali per costruire relazioni. La sfida per le organizzazioni sarà mantenere la connessione umana in un ambiente sempre più automatizzato.

Eva Selenko, professoressa di psicologia del lavoro, solleva preoccupazioni sull'impatto dell'IA sull'identità professionale, suggerendo che i lavoratori devono trovare valore in abilità unicamente umane che l'IA non può replicare, come la creatività e la costruzione di relazioni.

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