Durante il suo intervento al World Economic Forum, Christine Lagarde ha sottolineato che il modello di crescita dell'Europa del dopoguerra si sta deteriorando a causa di pilastri in indebolimento come il commercio globale, l'energia accessibile e un ambiente geopolitico stabile.
Ha fatto notare che oltre 2.500 restrizioni commerciali sono state attuate a livello globale lo scorso anno e che gli Stati Uniti hanno ridotto il loro impegno per la sicurezza occidentale, creando incertezze per le catene di approvvigionamento e gli investimenti europei.
Lagarde ha avvertito che, con l'aumento delle tensioni geopolitiche, i flussi di capitale verso l'Europa sono a rischio, portando a una riduzione degli investimenti e della produzione economica.
Ha anche messo in guardia contro la ripetizione degli errori dell'era dotcom di fronte alla rivoluzione dell'IA, osservando che l'Europa deve creare condizioni favorevoli affinché gli investimenti tecnologici prosperino.
Nonostante queste sfide, ha riconosciuto i punti di forza dell'Europa, inclusi i suoi ampi accordi commerciali e le capacità manifatturiere, e ha proposto iniziative come 'EU Inc.' per migliorare l'efficienza aziendale in tutto il continente.
Marco Forgione del Chartered Institute of Export and International Trade ha condiviso questi sentimenti, sottolineando la necessità di cambiamenti politici ed economici fondamentali per favorire la crescita in Europa in un contesto di crescente competizione globale.