Venerdì, i futures del petrolio greggio hanno registrato un aumento, con il Brent che è salito dello 0,7% a 113,50 dollari al barile e il petrolio West Texas Intermediate (WTI) in aumento dello 0,8% a 100,24 dollari al barile.
Il Brent è sulla buona strada per un guadagno settimanale del 3,3%, segnando la sua terza settimana consecutiva di aumenti, mentre si prevede che il WTI registri un calo dell'1,1%, ponendo fine alla sua tendenza al rialzo di due settimane.
Il mercato sta reagendo a tensioni crescenti in Medio Oriente, in particolare dopo le accuse del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro l'Iran riguardo agli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz.
Trump ha suggerito che l'Iran sta cercando di manipolare i prezzi del petrolio prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, affermando che stanno fabbricando incidenti per far salire i prezzi.
Nel frattempo, l'esercito iraniano ha indicato la propria disponibilità per una guerra asimmetrica, e le notizie di attacchi da parte dei ribelli Houthi sostenuti dall'Iran alle strutture di Saudi Aramco hanno sollevato preoccupazioni riguardo a possibili interruzioni dell'offerta.
Questi sviluppi sono critici poiché potrebbero portare a una maggiore volatilità nei prezzi del petrolio, influenzando non solo il settore energetico ma anche il sentiment di mercato più ampio mentre gli investitori valutano i rischi associati all'instabilità geopolitica.