Il presidente Donald Trump ha annunciato venerdì un accordo che consente alla Russia di fornire diesel al mercato globale, una decisione che sembra invertire i recenti sforzi degli Stati Uniti per imporre sanzioni sulle esportazioni energetiche russe in risposta alla guerra in Ucraina.
Trump ha affermato che questo accordo aiuterebbe a ridurre i prezzi record del diesel, ma i critici, tra cui membri del Congresso e analisti, hanno sottolineato le contraddizioni con il recentemente approvato Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act del 2026, che conferisce al presidente l'autorità di imporre tariffe sui principali acquirenti di petrolio e gas russi.
Scott Lincicome del Cato Institute ha ironicamente messo in dubbio se gli Stati Uniti potessero imporre tariffe su se stessi, mentre il senatore Richard Blumenthal ha criticato la mossa come contraria all'intento del Congresso. Peter Harrell dell'Università di Georgetown ha osservato che l'allentamento delle restrizioni sul diesel russo mina l'efficacia delle sanzioni.
L'annuncio di Trump è seguito a una discussione con il presidente russo Vladimir Putin e includeva consegne immediate e future di diesel per un totale di milioni di tonnellate. Il Dipartimento del Tesoro ha successivamente emesso una licenza temporanea per queste transazioni, valida per sei mesi.
Mentre la Russia ha accolto l'accordo, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy lo ha condannato, sostenendo che l'allentamento delle sanzioni senza un chiaro accordo di de-escalation rafforza solo la posizione della Russia.
Analisti come Jeremy Siegel hanno espresso preoccupazione che questa decisione rappresenti una soluzione a breve termine piuttosto che una soluzione sostenibile, potenzialmente prolungando il conflitto in Ucraina.