Lunedì, i futures del West Texas Intermediate degli Stati Uniti sono scesi del 2,19% a 101 dollari al barile, mentre i futures del Brent sono diminuiti dell'1,89% a 114,51 dollari al barile.
Questa diminuzione è seguita da un significativo rally di venerdì, innescato dagli attacchi dei militanti Houthi dello Yemen contro l'Arabia Saudita, che hanno sollevato timori di interruzioni nelle forniture energetiche globali.
La situazione rimane tesa, con gli Houthi che affermano di aver preso di mira il principale aeroporto e le strutture petrolifere dell'Arabia Saudita, mentre le autorità saudite hanno riportato di aver intercettato ulteriori missili e droni.
Michael Alfaro, chief investment officer di Gallo Partners, ha osservato che l'incertezza geopolitica ha aggiunto circa 20 dollari ai prezzi del petrolio, sottolineando che se i prezzi superano i 120-140 dollari al barile, potrebbe verificarsi una distruzione della domanda.
Ha anche avvertito che danni alle infrastrutture di raffinazione potrebbero portare a sfide a lungo termine nei mercati energetici globali, potenzialmente estendendosi fino al 2027.
In risposta alle interruzioni dell'offerta, il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha autorizzato il rilascio di fino a 400.000 barili dalla Riserva Strategica di Petrolio, sebbene i produttori statunitensi rimangano riluttanti ad aumentare significativamente le spese in conto capitale a causa delle condizioni di mercato volatili.