Cinque anni dopo il boom delle IPO del 2021, i mercati pubblici hanno registrato un notevole calo delle nuove quotazioni, con molte aziende che scelgono di rimanere private più a lungo. Nel 2021, il Nasdaq ha registrato 743 IPO e le aziende hanno raccolto quasi 500 miliardi di dollari, ma l'attuale panorama è drasticamente diverso.
Le recenti IPO di Jersey Mike's e Reformation sono state deludenti, evidenziando le sfide che le nuove aziende pubbliche affrontano oggi. Gli esperti attribuiscono questa tendenza a vari fattori, tra cui un accesso migliorato al capitale nei mercati privati, l'emergere di mercati secondari e il desiderio dei fondatori di evitare il controllo e le pressioni associate all'essere pubblici.
Mike Dinsdale, CEO di Powerlaw, ha osservato che il numero di aziende pubbliche è diminuito significativamente negli ultimi 30 anni, con meno di 4.000 attualmente quotate rispetto a quasi 8.000 tre decenni fa. L'emergere di megafondi e family office che investono in aziende private ha ulteriormente ridotto l'urgenza di diventare pubblici.
Jason Yeh, co-fondatore di Patron, ha sottolineato che la volatilità nei mercati pubblici e le prestazioni stagnanti delle aziende di consumo pubbliche contribuiscono a questa esitazione. Sebbene alcune aziende possano ancora trovare motivi convincenti per diventare pubbliche, come raccogliere capitali sostanziali, i carichi operativi e i requisiti normativi dell'essere pubblici scoraggiano molti.
Cambiamenti normativi, come la riduzione della frequenza dei rapporti sugli utili, potrebbero rendere potenzialmente più attraente diventare pubblici in futuro. In generale, la decisione di rimanere privati è sempre più vista come una strategia praticabile per molte aziende, rimodellando il panorama dei mercati dei capitali.