Questa settimana, i rendimenti obbligazionari sono aumentati ai massimi degli ultimi decenni, con particolare attenzione ai titoli di stato giapponesi a 30 anni.
L'aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi, che ha raggiunto un massimo di 19 anni del 5,33%, è attribuito a una combinazione di fattori tra cui un deficit di 1,8 trilioni di dollari e un aumento dell'emissione aziendale per finanziare iniziative legate all'AI.
Anshul Pradhan di Barclays Capital ha osservato che gli investitori privati ora dominano il mercato dei Treasury, detenendo il 73% di esso, il che riflette un cambiamento verso un comportamento di investimento più sensibile ai prezzi. L'aumento globale dei rendimenti è anche legato alle aspettative di inflazione, aggravate dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
La situazione economica del Giappone è precaria, con un'elevata dipendenza dalle importazioni di energia e un livello di debito pubblico che è il più alto tra le nazioni sviluppate. Le riduzioni fiscali del Primo Ministro Sanae Takaichi mirano a stimolare la crescita, ma potrebbero peggiorare i problemi fiscali.
L'indebolimento dello yen rispetto al dollaro complica ulteriormente la situazione, poiché aumenta i costi delle importazioni e mette pressione sulla Banca del Giappone affinché intervenga, potenzialmente influenzando i rendimenti dei Treasury statunitensi a causa dello status del Giappone come principale detentore di questi titoli.
L'interconnessione dei mercati statunitensi e giapponesi significa che gli sviluppi in Giappone potrebbero avere effetti a catena a livello globale, impattando particolarmente il rally delle azioni AI.
Gli investitori dovrebbero prestare attenzione ai prossimi indicatori economici e alle riunioni delle banche centrali, poiché questi forniranno indicazioni sulla traiettoria dei tassi di interesse globali e sulla stabilità del mercato.