Gli attacchi con droni dell'Ucraina interrompono significativamente le esportazioni di diesel della Russia

10/21/2026, 09:39 AM review Columbia University

Questa settimana, l'Ucraina ha lanciato una serie di ampi attacchi con droni contro le infrastrutture petrolifere russe, segnando un cambiamento decisivo nella sua strategia militare. Oltre 1.000 droni hanno preso di mira le strutture russe, incluso un terminal per l'esportazione di petrolio a San Pietroburgo, fondamentale per la catena di approvvigionamento del diesel russo.

Questa escalation arriva dopo che l'Ucraina ha abbandonato una tregua temporanea sull'energia che faceva parte di un accordo mediato dall'ex presidente Donald Trump, il quale mirava ad aumentare le esportazioni di diesel russo per alleviare le pressioni sui prezzi globali dei combustibili.

Gli analisti, tra cui Tatiana Mitrova della Columbia University, hanno osservato che questi attacchi hanno drasticamente ridotto le esportazioni di diesel della Russia di oltre il 75%, passando da 608.000 barili al giorno (bpd) lo scorso anno a soli 141.000 bpd a settembre.

La risposta del Cremlino ha incluso un divieto sulle esportazioni per conservare le forniture interne, sebbene abbia parzialmente ripreso le spedizioni per rispettare i termini dell'accordo Trump-Putin. Tuttavia, i volumi esportati sono minimi rispetto alla domanda globale.

Gli attacchi con droni sono anche evoluti in complessità, con l'Ucraina che ora colpisce più in profondità nel territorio russo e attrezzature di raffinazione più complesse, che sono più difficili da riparare.

Questo conflitto in corso sta contribuendo all'aumento dei prezzi del diesel negli Stati Uniti, che hanno raggiunto una media di 6,32 dollari al gallone, quasi il 75% in più rispetto all'anno scorso.

Con le elezioni di metà mandato in avvicinamento, l'aumento dei prezzi dei combustibili rappresenta una sfida per i repubblicani, poiché Trump ha indicato le azioni dell'Ucraina come un fattore contribuente.

L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha avvertito che le restrizioni sull'offerta di diesel potrebbero persistere fino al 2027, indicando che i prezzi elevati potrebbero continuare mentre i raffinatori statunitensi operano al massimo della capacità per affrontare il deficit causato dalle tensioni geopolitiche.

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