A luglio, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 3,4% rispetto all'anno precedente, una leggera diminuzione rispetto al 3,5% di giugno. Questo segna una continuazione della tendenza verso una moderazione dell'inflazione, sebbene i prezzi dell'energia siano aumentati del 14,7% su base annua, con i prezzi della benzina in aumento del 24,6% e il gasolio in crescita del 39,1%.
Mark Zandi, economista capo di Moody's, ha descritto il rapporto come 'benigno', suggerendo che l'inflazione si sta muovendo nella giusta direzione, a condizione che le tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto con l'Iran, non si intensifichino.
Mentre i costi energetici sono aumentati drasticamente, i prezzi alimentari sono aumentati solo del 3%, con categorie specifiche come la carne che hanno visto aumenti significativi, mentre altre come le uova si sono stabilizzate. Il CPI core, che esclude cibo ed energia, è aumentato del 2,5%, indicando aumenti modesti in categorie come i veicoli nuovi e l'alloggio.
La Federal Reserve, attualmente in una 'modalità di attesa', sta monitorando attentamente queste tendenze inflazionistiche mentre considera futuri aggiustamenti dei tassi di interesse. Con l'inflazione ancora sopra l'obiettivo del 2% della Fed, i dati più recenti mantengono la possibilità di un aumento dei tassi a settembre o ottobre, come notato da Karen Manna di Federated Hermes.