Mercoledì, BMW ha annunciato un significativo taglio alle previsioni di profitto per il 2026, attribuendo la decisione a un rallentamento della domanda dalla Cina e all'impatto dei prezzi elevati dell'energia derivanti dal conflitto in corso in Iran.
L'azienda ha dichiarato che, sebbene abbia registrato una crescita positiva delle vendite in Europa e negli Stati Uniti, questi guadagni non sono sufficienti a compensare il calo delle vendite in Cina e nella regione Asia-Pacifico. Di conseguenza, si prevede ora che il profitto ante imposte di BMW diminuisca 'significativamente', portando a un calo del 6,5% del prezzo delle sue azioni.
Gli analisti di Deutsche Bank hanno espresso preoccupazioni dopo la conference call di BMW, notando che ha sollevato più domande di quante ne abbia risposte, in particolare riguardo alle strutture dei costi dell'azienda.
Gli analisti di Citi hanno rivisto al ribasso le loro proiezioni di vendita per la Cina di oltre 50.000 unità, prevedendo che le vendite totali scenderanno sotto le 500.000 unità entro la fine dell'anno.
Hanno evidenziato una mancanza di narrazioni positive per l'equity di BMW, aggravata dalle pressioni delle normative dell'UE e da un panorama competitivo difficile, in particolare da parte dei produttori automobilistici cinesi. Questo avviso sugli utili ha anche avuto un impatto negativo sui concorrenti tedeschi di BMW, Volkswagen e Mercedes-Benz, che stanno affrontando sfide simili.
Il CEO di Volkswagen ha indicato le tensioni geopolitiche e le barriere commerciali come venti contrari significativi. Il settore automobilistico europeo è sempre più minacciato dalla rapida espansione dei produttori di veicoli elettrici cinesi, che stanno guadagnando quote di mercato a livello globale.
In risposta a queste sfide, alcuni produttori automobilistici europei stanno esplorando opportunità nel settore della difesa, mirando a sfruttare l'aumento della spesa militare in Europa.