Questa settimana, importanti organizzazioni imprenditoriali, tra cui la Camera di Commercio degli Stati Uniti e l'American Petroleum Institute, hanno inviato una lettera al presidente Trump esprimendo le loro preoccupazioni riguardo a un potenziale divieto di esportazione del diesel.
Sostengono che tale divieto non solo non ridurrebbe i prezzi dei carburanti, ma comporterebbe anche una diminuzione della produzione di carburante e forniture più ristrette, aumentando infine i costi per le famiglie e le imprese americane.
I prezzi del diesel sono aumentati a una media di $6,51 per gallone, significativamente più alti rispetto all'anno scorso, sollecitando pressioni politiche su Trump da parte dei legislatori repubblicani negli stati agricoli affinché agisca.
Sebbene Trump abbia indicato il suo sostegno a un divieto di esportazione, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha osservato che l'amministrazione sta ancora valutando la sua fattibilità. Il segretario all'Energia Chris Wright ha sottolineato che non si sta considerando un divieto completo, poiché potrebbe portare a un aumento dei prezzi della benzina.
Il contesto di questa discussione include interruzioni nella fornitura globale di diesel a causa di tensioni geopolitiche, in particolare il conflitto in Ucraina che influisce sulle esportazioni russe. Il potenziale divieto potrebbe avere un impatto significativo sul settore della raffinazione negli Stati Uniti e sul mercato energetico più ampio.