La politica dei tassi d'interesse della Federal Reserve non è l'unico fattore determinante dei costi di prestito per i consumatori; gli investitori obbligazionari influenzano significativamente questi tassi, specialmente per prestiti a lungo termine come i mutui.
Alla chiusura del mercato più recente, il rendimento dei Treasury a 10 anni ha raggiunto circa il 4,7%, il livello più alto da gennaio 2025. Di conseguenza, i tassi dei mutui fissi a 30 anni sono saliti a circa il 6,6%, il più alto da agosto 2025, mentre i tassi dei mutui fissi a 15 anni si aggirano attorno al 6%, il più alto da giugno 2025.
Questo aumento dei costi di prestito coincide con altre pressioni inflazionistiche, tra cui i prezzi medi della benzina che superano i 4 dollari al gallone e le nuove tariffe imposte dall'amministrazione Trump, che si prevede aumenteranno i costi per consumatori e imprese.
Gli economisti, tra cui Thomas Ryan di Capital Economics, evidenziano che questi rendimenti in aumento dei Treasury aggiungono ulteriore pressione finanziaria sulle famiglie, soprattutto poiché l'inflazione è rimasta sopra l'obiettivo della Federal Reserve per oltre cinque anni.
L'aspettativa di un'inflazione continua spinge gli investitori obbligazionari a richiedere rendimenti più elevati, il che a sua volta influisce sui tassi dei prestiti ai consumatori.
Poiché i tassi dei mutui superano il doppio dei livelli visti durante la pandemia di COVID-19, il mercato immobiliare potrebbe sperimentare un 'effetto di blocco', in cui i potenziali acquirenti si sentono intrappolati a causa dei tassi inaccessibili.
Questa situazione potrebbe portare a una riduzione della spesa dei consumatori, poiché costi di prestito più elevati potrebbero scoraggiare gli acquisti di case e veicoli.