La decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi d'interesse nell'ultimo incontro, guidato dal presidente Kevin Warsh, ha suscitato speculazioni su un imminente aumento dei tassi poiché l'inflazione rimane una preoccupazione pressante. In particolare, tre responsabili politici hanno dissentito dalla maggioranza, sostenendo tassi più elevati, segnando il più alto dissenso dal settembre 2016.
Questo dissenso ha aumentato la fiducia degli investitori in un potenziale aumento di un quarto di punto nell'incontro di settembre, con i futures sui fondi Fed che indicano una probabilità superiore al 57% di tale mossa.
Analisti come Ian Lygen di BMO Capital Markets ed Ellen Zentner di Morgan Stanley Wealth Management suggeriscono che il mercato sta adeguando le proprie aspettative per un aumento dei tassi prima piuttosto che dopo.
La reazione nel mercato azionario è stata pronunciata, con l'S&P 500 che è sceso dell'1,5% e il Dow Jones Industrial Average che è calato di oltre il 2%, riflettendo l'ansia degli investitori riguardo a una politica monetaria più restrittiva.
Anche il rendimento del Treasury a 30 anni è aumentato significativamente, indicando che gli investitori obbligazionari stanno esortando la Fed ad agire in modo decisivo sull'inflazione. In generale, la posizione attuale della Fed e la risposta del mercato evidenziano la continua tensione tra la gestione dell'inflazione e il sostegno alla crescita economica.