In un'intervista con CNBC, il CEO di UBS Sergio Ermotti ha evidenziato la gravità della crisi del debito in Francia, affermando che 'misure dure' sono essenziali per gestire la situazione in modo efficace. Ha tracciato paralleli con la crisi del debito sovrano della zona euro del 2011, notando che le dimensioni economiche della Francia complicano la risoluzione delle sue problematiche fiscali.
Ermotti ha sottolineato che paesi come Spagna, Italia, Grecia e Portogallo, che hanno affrontato crisi simili, sono diventati alcuni dei migliori performer in Europa. Ha enfatizzato che piccoli cambiamenti incrementali non affronteranno adeguatamente il sostanziale onere del debito della Francia.
I rendimenti dei titoli di stato francesi, noti come OAT, sono aumentati recentemente, riflettendo le preoccupazioni degli investitori sulla salute fiscale del paese, con il rendimento del titolo decennale che ha raggiunto il 4,7689%. Questo aumento dei costi di finanziamento ha posizionato il debito della Francia come più rischioso rispetto a quello di Grecia e Italia.
Inoltre, Marine Le Pen, una candidata presidenziale di estrema destra, ha proposto significativi tagli alla spesa per gestire il debito, avvertendo di un potenziale default. Mitch Reznick di Federated Hermes ha notato che il debito della Francia è visto meno favorevolmente rispetto alle nazioni europee principali, portando gli investitori a preferire i Bund tedeschi.
Lo spread tra OAT e Bund si è ampliato a oltre 140 punti base, spinto dai livelli elevati di debito della Francia, dai deficit di bilancio e dall'incertezza politica in vista delle elezioni presidenziali. Reznick ha indicato che, mentre la Banca Centrale Europea è improbabile che intervenga immediatamente, la sua posizione potrebbe cambiare se la situazione dovesse deteriorarsi ulteriormente.