Durante una conferenza stampa ad Ankara, il presidente Trump ha dichiarato che la tregua con l'Iran è di fatto finita, indicando un cambiamento nella politica degli Stati Uniti nei confronti di Teheran. Questo annuncio segue una serie di attacchi militari statunitensi in risposta agli attacchi iraniani a navi commerciali nello Stretto di Hormuz, una rotta di navigazione cruciale per il petrolio.
L'esercito statunitense ha colpito oltre 80 obiettivi, inclusi sistemi di difesa aerea e capacità di missili anti-nave, per scoraggiare ulteriori aggressioni iraniane.
In reazione a questi sviluppi, i prezzi del petrolio sono aumentati, con i futures del Brent che sono saliti del 5,7% a circa 78,41 dollari al barile e i futures del West Texas Intermediate che sono aumentati del 5,9% per chiudere a 74,60 dollari.
La situazione solleva preoccupazioni riguardo a potenziali interruzioni nell'offerta di petrolio e le implicazioni più ampie per l'inflazione globale, poiché lo Stretto di Hormuz è vitale per il trasporto internazionale di petrolio.
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi statunitensi come una violazione del recente accordo di tregua, suggerendo che le tensioni tra le due nazioni potrebbero ulteriormente aumentare, influenzando la stabilità del mercato e il sentiment degli investitori.