Il Centro Congiunto di Informazione Marittima (JMIC) ha annunciato una riduzione del livello di minaccia per le imbarcazioni che navigano nello Stretto di Hormuz da 'severo' a 'sostanziale' a seguito dell'accordo tra Stati Uniti e Iran.
Questo cambiamento è cruciale poiché potrebbe incoraggiare un maggiore traffico marittimo attraverso lo stretto, vitale per le forniture globali di petrolio, con circa il 20% del petrolio mondiale che passa attraverso prima del recente conflitto.
Nonostante questa riduzione, il JMIC ha avvertito che gli attacchi rimangono una possibilità concreta e che le mine continuano a rappresentare una minaccia. La Marina degli Stati Uniti sta ancora fornendo supervisione per stabilizzare la situazione.
Il traffico attraverso lo stretto non è ancora tornato ai livelli pre-bellici, con solo sei petroliere e 13 navi commerciali segnalate in transito martedì, rispetto a oltre 100 imbarcazioni giornaliere prima dell'escalation del conflitto.
Esperti del settore, tra cui Lars Barstad, CEO di Frontline, hanno osservato che i trasportatori probabilmente stanno aspettando ulteriori miglioramenti nella situazione di sicurezza prima di aumentare le loro operazioni nella regione.
Il gruppo commerciale globale della navigazione Bimco ha sottolineato la necessità di garanzie credibili sia da parte dell'Iran che degli Stati Uniti per ripristinare la fiducia nella sicurezza del transito attraverso lo stretto, evidenziando la continua volatilità e i rischi associati alla navigazione in questo corridoio marittimo critico.