Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz ha registrato un significativo aumento dopo un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, con 125 transiti registrati dal 15 al 21 giugno, il numero più alto dall'inizio del conflitto.
Tuttavia, questa ripresa è stata messa in pericolo da un attacco alla Ever Lovely, una nave portacontainer battente bandiera di Singapore, attribuito al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).
Questo incidente ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza della navigazione nello stretto, cruciale per il trasporto globale di petrolio, gestendo circa il 20% del traffico petrolifero mondiale.
I proprietari delle navi si trovano ora di fronte a un dilemma: navigare attraverso un'area potenzialmente pericolosa sotto regolamenti iraniani e statunitensi contrastanti o ritardare le spedizioni, rischiando quote di mercato.
Gli analisti suggeriscono che, sebbene l'attacco possa non alterare drasticamente la tendenza all'aumento dei transiti, il rischio complessivo rimane elevato, con i costi assicurativi in aumento significativo a causa dei premi per il rischio di guerra.
Le aziende sono invitate a cercare chiarezza sulle linee guida di navigazione e sulle implicazioni delle sanzioni, mentre la situazione continua a evolversi.
L'incertezza riguardante il passaggio sicuro potrebbe scoraggiare l'attività marittima, influenzando le esportazioni di petrolio dalla regione del Golfo, in particolare dall'Arabia Saudita, che non ha ancora ripreso esportazioni significative dal Golfo Arabico. La situazione sottolinea la fragilità della ripresa attuale del traffico marittimo e le implicazioni più ampie per i mercati energetici.