Sabato, la coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha riportato la distruzione di due missili balistici lanciati dal gruppo Houthi allineato all'Iran verso le città di Taif e Yanbu. Questo incidente ha spinto la Difesa Civile saudita a emettere avvisi temporanei per potenziali pericoli a Taif, Yanbu, La Mecca e Gedda, sebbene la minaccia sia stata successivamente considerata superata.
Le intercettazioni dei missili sono seguite alle affermazioni degli Houthi di attacchi a obiettivi chiave sauditi, inclusi il ministero della difesa a Riyadh e strutture appartenenti a Saudi Aramco a Yanbu, che avrebbero provocato due vittime.
Sebbene le autorità saudite non abbiano confermato questi attacchi, hanno adottato misure precauzionali, tra cui l'evacuazione del personale dalla sede di Aramco a Dhahran. La situazione è ulteriormente degenerata con la coalizione che ha intercettato droni su Riyadh e Medina, nonostante gli Houthi negassero il coinvolgimento in questi lanci di droni.
Le nuove ostilità hanno di fatto posto fine a una tregua mediata dall'ONU del 2022, che aveva precedentemente ridotto gli attacchi transfrontalieri. Questa escalation non solo influisce sulla regione immediata, ma contribuisce anche alle più ampie tensioni geopolitiche che coinvolgono la posizione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran.