Nel suo recente deposito annuale di regolamentazione, Oracle ha riportato una drastica riduzione della sua forza lavoro, passando da 162.000 a 141.000 dipendenti nell'ultimo anno. Questo taglio del 13% fa parte di una tendenza più ampia tra i giganti tecnologici che affrontano pressioni legate ai progressi dell'IA.
Il titolo dell'azienda è sceso del 3% nelle contrattazioni pre-mercato e ha registrato un calo del 15,4% dall'inizio dell'anno, riflettendo le preoccupazioni degli investitori in un contesto di vendita globale nel settore tecnologico.
Oracle ha attribuito questi licenziamenti all'implementazione delle tecnologie IA, che hanno non solo portato a tagli di posti di lavoro, ma anche aumentato i costi di ristrutturazione a 1,8 miliardi di dollari, un significativo aumento rispetto ai 374 milioni dell'anno precedente.
L'azienda ha riconosciuto che tali cambiamenti nella forza lavoro potrebbero interrompere le operazioni, portando potenzialmente a carenze di competenze e a una diminuzione del morale dei dipendenti. Inoltre, Oracle è sotto pressione per gestire un debito sostanziale, avendo annunciato piani per raccogliere 50 miliardi di dollari per la sua infrastruttura IA.
Questa pressione finanziaria è aggravata da un flusso di cassa libero negativo di 23,7 miliardi di dollari e da un aumento del 162% delle spese in conto capitale a 55,7 miliardi di dollari.
Altre aziende tecnologiche, tra cui Meta, Google, Microsoft e Amazon, stanno anche effettuando tagli significativi e investimenti nell'IA, con piani di spesa in conto capitale totali che raggiungono i 700 miliardi di dollari.
I licenziamenti nel settore tecnologico, attribuiti all'IA, hanno comportato oltre 50.000 perdite di posti di lavoro negli Stati Uniti solo nel 2025, indicando un cambiamento significativo nel panorama dell'industria.