John Healey, che è ministro delle finanze del Regno Unito da appena 100 giorni, è riuscito a creare un ambiente più stabile in vista del suo bilancio inaugurale limitando le speculazioni e mantenendo una rigorosa sicurezza sui preparativi del bilancio.
A differenza della sua predecessore Rachel Reeves, che ha affrontato incertezze significative riguardo agli aumenti fiscali, l'approccio di Healey ha minimizzato le voci. Tuttavia, si trova di fronte a un panorama fiscale difficile, con il cuscinetto fiscale del governo ridotto da 24 miliardi di sterline a un minimo di 10 miliardi di sterline a causa dei costi di indebitamento più elevati.
Gli impegni di spesa recenti del Primo Ministro Andy Burnham, incluso un piano da 432 milioni di sterline per affrontare la questione della senzatetto, aumentano la pressione su Healey per trovare finanziamenti per queste iniziative, rispettando nel contempo le regole fiscali che richiedono che la spesa quotidiana sia coperta dalle entrate fiscali.
Gli analisti, come Amanda Tickel di Deloitte, sottolineano la necessità per Healey di chiarire come finanzierà le proposte di tagli fiscali, inclusi potenziali riduzioni delle tasse sulle imprese e agevolazioni sui carburanti, che potrebbero costare oltre 2 miliardi di sterline.
Inoltre, Healey deve affrontare l'aumento significativo della spesa per la difesa, puntando al 3% del PIL entro la fine del decennio, il che complica le sue decisioni di bilancio.
Sebbene siano previsti alcuni aumenti fiscali, in particolare mirati alle banche e al settore del gioco d'azzardo, c'è preoccupazione per il potenziale impatto sugli investimenti aziendali, come evidenziato dal CEO di JPMorgan Jamie Dimon. Il bilancio potrebbe anche trasferire maggiori controlli su tasse e spesa alle autorità locali, ma è improbabile che questo stimoli una crescita immediata.
Con il debito nazionale che supera i 3 trilioni di sterline, il governo è sotto pressione per attuare tagli e misure favorevoli alle imprese, che potrebbero non allinearsi con i piani di Healey, lasciando insoddisfatti gli investitori obbligazionari.