Giovedì, i futures del petrolio Brent sono diminuiti dell'1,23% a 113,9 dollari al barile, mentre i futures del petrolio West Texas Intermediate degli Stati Uniti sono scesi dell'1,42% a 101,32 dollari al barile.
Questo calo è seguito da notizie che il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha avviato discussioni con il capo del Consiglio di Sicurezza iraniano Mohsen Rezaei per rilanciare i colloqui di pace. Inoltre, mediatori qatarioti hanno proposto un nuovo piano per risolvere il conflitto in corso che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele.
Tuttavia, un alto funzionario iraniano ha respinto queste proposte come inaccettabili, indicando che rimangono ostacoli significativi per una risoluzione diplomatica. Il ministro degli Esteri iraniano ha espresso disponibilità a impegnarsi in sforzi diplomatici, accennando alla possibilità di accelerare un piano di pace proposto di sette giorni se si raggiunge un accordo.
Nonostante questi sviluppi, gli investitori rimangono cauti a causa del potenziale di attacchi Houthi e azioni militari statunitensi contro l'Iran dopo le prossime elezioni di metà mandato del 3 novembre. La minaccia continua di interruzioni dell'offerta ha mantenuto alti i prezzi del petrolio, contribuendo alle pressioni inflazionistiche e complicando il panorama della politica monetaria globale.
José Torres, un economista senior di Interactive Brokers, ha osservato che i prezzi elevati del petrolio sono un fattore chiave che spinge l'inflazione oltre i livelli target, sebbene le pressioni sui prezzi complessivi rimangano relativamente stabili.
Ha suggerito che la Federal Reserve potrebbe adottare un approccio più cauto agli aumenti dei tassi di interesse alla luce di queste pressioni inflazionistiche legate all'energia.
Torres ha anche indicato che una risoluzione geopolitica potrebbe alleviare le preoccupazioni inflazionistiche e spostare l'attenzione della Fed da ulteriori aumenti dei tassi, con un significativo calo dei prezzi WTI verso 70 dollari al barile che potrebbe sostenere la possibilità di futuri tagli dei tassi di interesse.