Le azioni dei semiconduttori hanno subito una pressione significativa di recente, con l'ETF VanEck Semiconductor che è sceso del 7,2% in sei sessioni. Cramer attribuisce questo calo all'aumento dei prezzi del petrolio e dei tassi di interesse, ma sostiene che i fondamentali delle aziende di chip rimangono solidi.
Sottolinea che molte azioni dei semiconduttori si muovono in tandem, il che oscura la robusta domanda che in precedenza aveva spinto i loro prezzi verso l'alto. Cramer condivide le sue osservazioni da un showroom Apple, notando che la crescente sofisticazione dei dispositivi di consumo richiede maggiore potenza di calcolo, beneficiando così i produttori di chip.
Evidenzia Micron come un attore chiave, notando i suoi 26 contratti di clienti a lungo termine che garantiscono circa il 35% delle sue entrate fino al 2030, fornendo stabilità amid le fluttuazioni del mercato. Cramer menziona anche Intel e AMD, sottolineando i loro ruoli critici nell'alimentare una vasta gamma di dispositivi.
Pur riconoscendo il potenziale di ulteriori perdite nel settore, crede che la domanda fondamentale per i semiconduttori rimanga forte e non debba essere trascurata dagli investitori. Le intuizioni di Cramer suggeriscono che le attuali condizioni di mercato potrebbero presentare un'opportunità di acquisto per coloro disposti a guardare oltre le sfide a breve termine.