Si prevede che l'indice dei prezzi al consumo (CPI) di settembre aumenti dello 0,6% mese su mese e del 3,6% anno su anno, indicando un'accelerazione dell'inflazione che si allontana ulteriormente dall'obiettivo del 2% della Federal Reserve.
L'inflazione di base, escludendo cibo ed energia, dovrebbe aumentare dello 0,2% rispetto ad agosto e del 2,5% anno su anno, suggerendo un leggero rallentamento ma comunque un aumento dell'inflazione annuale.
Joe Brusuelas, economista capo di RSM, ha sottolineato che l'aumento dei prezzi del petrolio, che è aumentato di oltre il 14% a settembre, potrebbe spingere ulteriormente in alto il CPI generale.
Questo aumento dei costi energetici, aggravato da tensioni geopolitiche, potrebbe portare la Fed a riconsiderare la sua posizione sui tassi di interesse, specialmente dopo aver segnalato un possibile aumento dei tassi a dicembre.
Il prossimo rilascio del CPI è particolarmente significativo poiché precede le elezioni di metà mandato di novembre, durante le quali il sentimento economico è notevolmente diminuito tra gli elettori, in particolare tra i repubblicani e gli indipendenti.
Inoltre, si prevede che l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) mostri una tendenza simile, con un aumento previsto dello 0,6% da agosto a settembre e un aumento del 5,5% su 12 mesi, indicando una modesta accelerazione dell'inflazione all'ingrosso.