Il Ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama è pronto ad annunciare che Tokyo e Washington hanno intrapreso un'azione congiunta per sostenere lo yen, che ha recentemente raggiunto minimi di 40 anni rispetto al dollaro. Questa intervento segue i turni di acquisto di yen da parte di entrambi i governi, segnando il primo sforzo congiunto dal 2011.
Le notizie indicano che il Ministero delle Finanze giapponese potrebbe aver venduto fino a 58,97 miliardi di dollari per rafforzare lo yen durante le ore di trading a New York. Il declino dello yen è stato aggravato da un allargamento del differenziale dei tassi di interesse tra Giappone e Stati Uniti, dove la Federal Reserve ha adottato una posizione più restrittiva.
Dopo la decisione della Banca del Giappone di mantenere la sua politica monetaria, lo yen ha subito un'impennata, suggerendo che potrebbe essere avvenuta un'ulteriore intervento. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha espresso preoccupazioni riguardo alla sottovalutazione dello yen e ha indicato che gli Stati Uniti potrebbero intervenire anche se necessario.
Inoltre, il Ministero delle Finanze giapponese ha comunicato la sua disponibilità a utilizzare una serie di strumenti per affrontare la liquidità del mercato, incluso l'accesso alla struttura di riacquisto della Fed.
Tuttavia, gli analisti avvertono che un continuo acquisto di yen potrebbe mettere sotto pressione le partecipazioni del Tesoro giapponese e portare a una svendita del debito statunitense, aumentando potenzialmente i rendimenti negli Stati Uniti.
La cooperazione tra Stati Uniti e Giappone è vista come una risposta ai rischi di inflazione condivisi e alla necessità di mantenere la fiducia del mercato nella sostenibilità fiscale del Giappone.