In una recente intervista, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato che gli Stati Uniti devono decidere se concludere il conflitto di sette mesi, che ha visto un aumento degli attacchi missilistici da parte degli Houthi verso l'Arabia Saudita.
Le autorità saudite hanno riportato di aver intercettato sei missili balistici diretti verso il loro territorio, provocando allerta d'emergenza nelle principali città. In risposta, Arabia Saudita, Turchia e Pakistan si stanno riunendo per discutere strategie di difesa nell'ambito dell'Accordo di Difesa Congiunta di Mecca.
Pezeshkian ha cercato di distanziare l'Iran dal conflitto, affermando che gli Houthi agiscono in modo indipendente. Nel frattempo, il Gran Mufti dell'Arabia Saudita ha chiesto prontezza militare contro gli Houthi.
Il conflitto in corso ha contribuito alla volatilità nei mercati petroliferi, con i futures del Brent che sono scesi dell'1% a 93,66 dollari al barile e i futures del West Texas Intermediate statunitensi in calo dello 0,68% a 105,86 dollari al barile. I transiti di navi attraverso lo strategico Stretto di Hormuz sono significativamente diminuiti, indicando un aumento delle tensioni.
La situazione è ulteriormente complicata dal recente vertice tra Stati Uniti e Cina, dove le discussioni hanno incluso il conflitto in Medio Oriente, con la Cina che ha espresso disponibilità ad aiutare a de-escalare le tensioni.
La potenziale riapertura dello Stretto da parte dell'Iran potrebbe avvenire entro una settimana se gli Stati Uniti allentassero il loro blocco navale, il che avrebbe significative implicazioni per l'offerta e i prezzi globali del petrolio.