L'Operazione Metro Surge, che si è svolta da dicembre a febbraio, ha lasciato danni economici duraturi a Minneapolis, colpendo in particolare le imprese di proprietà di immigrati come il Colonial Market di Daniel Hernandez, che ha registrato un calo del 60% nelle vendite.
Nonostante l'operazione sia terminata mesi fa, le imprese hanno faticato a riprendersi, con il Lake Street Council che riporta una perdita collettiva di 46 milioni di dollari durante l'operazione.
Le ricerche indicano che le città che hanno subito retate sull'immigrazione hanno visto un calo di quasi il 3% nel traffico pedonale e oltre il 6% nella spesa, equivalenti a miliardi di dollari in attività economica persa.
Il governo di Minneapolis ha stimato una perdita di quasi 700 milioni di dollari in attività economica durante l'operazione, con il sindaco Jacob Frey che ha riconosciuto che i fondi di soccorso forniti erano insufficienti per affrontare la crisi.
L'impatto si estende oltre le singole imprese, poiché i tassi di occupazione nelle città colpite sono diminuiti e gli avvisi di sfratto sono aumentati man mano che gli aiuti governativi diminuiscono.
La situazione riflette una tendenza più ampia in cui le azioni di enforcement dell'immigrazione creano condizioni simili a una recessione nei quartieri mirati, sollevando preoccupazioni sugli effetti a lungo termine sull'economia degli americani ispanici, che è un importante motore di crescita nazionale.
Gli attivisti avvertono che il continuo inasprimento delle politiche migratorie potrebbe ulteriormente interrompere questo vitale gruppo demografico, che ha visto un calo nella crescita della spesa negli ultimi anni.