Le autorità iraniane hanno contraddetto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump sul controllo americano dello Stretto di Hormuz, dichiarando che la via d'acqua rimane bloccata fino a quando non saranno soddisfatte le richieste dell'Iran.
Questa dichiarazione arriva in un contesto di notevole calo del traffico navale, con transiti di navi riportati a una media di cinque giorni di circa 13, una drastica riduzione rispetto alla media pre-conflitto di 130 navi al giorno.
Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano ha delineato ampie condizioni per la riapertura dello stretto, tra cui la fine del blocco navale statunitense e il sollievo dalle sanzioni.
Inoltre, Mohammad Reza Naqdi, un consigliere del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran, ha espresso fiducia nella posizione dell'Iran, suggerendo che gli obiettivi militari statunitensi siano stati incoerenti e che l'Iran miri a prolungare il conflitto per stabilire una deterrenza.
Questi sviluppi potrebbero avere implicazioni significative per i mercati petroliferi globali, poiché lo Stretto di Hormuz è un passaggio critico per le spedizioni di petrolio.